Friday, March 25, 2011

LAVORARE STANCA di Cesare Pavese

Una poesia che rileggo sempre con piacere - spero che faccia altrettanto piacere ai miei lettori...

LAVORARE STANCA di Cesare Pavese
I due, stesi sull'erba, vestiti, si guardano in faccia
tra gli steli sottili: la donna gli morde i capelli
e poi morde nell'erba. Sorride scomposta, tra l'erba.
L'uomo afferra la mano sottile e la morde
e s'addossa col corpo. La donna gli rotola via.
Mezza l'erba del prato è così scompigliata.
La ragazza, seduta, s'aggiusta i capelli
e non guarda il compagno, occhi aperti, disteso.

Tutti e due, a un tavolino, si guardano in faccia
nella sera, e i passanti non cessano mai.
Ogni tanto un colore più gaio li distrae.
Ogni tanto lui pensa all'inutile giorno
di riposo, trascorso a inseguire costei,
che è felice di stargli vicina e guardarlo negli occhi.
Se le tocca col piede la gamba, sa bene
che si danno a vicenda uno sguardo sorpreso
e un sorriso, e la donna è felice. Altre donne che passano
non lo guardano in faccia, ma almeno si spogliano
con un uomo stanotte. O che forse ogni donna
ama solo chi perde il suo tempo per nulla.

Tutto il giorno si sono inseguiti e la donna è ancor rossa
alle guance, dal sole. Nel cuore ha per lui gratitudine.
Lei ricorda un baciozzo rabbioso scambiato in un bosco,
interrotto a un rumore di passi, e che ancora la brucia.
Stringe a sè il mazzo verde - raccolto sul sasso
di una grotta - di bel capevenere e volge al compagno
un'occhiata struggente. Lui fissa il groviglio
degli steli nericci tra il verde tremante
e ripensa alla voglia di un altro groviglio,
presentito nel grembo dell'abito chiaro,
che la donna gli ignora. Nemmeno la furia
non gli vale, perché la ragazza, che lo ama, riduce
ogni assalto in un bacio c gli prende le mani.

Ma stanotte, lasciatala, sa dove andrà:
tornerà a casa rotto di schiena e intontito,
ma assaporerà almeno nel corpo saziato
la dolcezza del sonno sul letto deserto.
Solamente, e quest'è la vendetta, s'immaginerà
che quel corpo di donna, che avrà come suo, sia,
senza pudori, in libidine, quello di lei.

Friday, March 18, 2011

Per tutti gli amici cinefili, un suggerimento: "Lolita"

Lolita è un film, del 1962, di Stanley Kubrick, tratto dall'omonimo romanzo di Vladimir Vladimirovi? Nabokov, autore in prima persona anche della sceneggiatura della pellicola. Il film tratta della storia d'amore tra Lolita (Sue Lyon), una giovane ragazza americana che vive con la madre rimasta vedova, e il professore europeo Humbert Humbert (James Mason), trasferitosi negli Stati Uniti per una serie di conferenze. Il professore, in cerca di un alloggio momentaneo, incontrerà la ragazza e se ne innamorerà a prima vista. Deciderà quindi, per starle vicino, prima di trattenersi oltreoceano, poi di sposare e quindi di progettare di uccidere, per poi desistere poco prima di tentare, la madre della ragazza (Shelley Winters). L'improvvisa morte della donna, travolta da un'auto in corsa, gli consentirà finalmente di rimanere solo con l'amata Lolita. Lei però, sia perché oppressa dalle morbose attenzioni del patrigno, sia perché attratta da Clare Quilty un ambiguo e camaleontico commediografo, interpretato da Peter Sellers, fuggirà dal padre-amante. Questi la rivedrà dopo quattro anni, sposata ad un coetaneo ed al sesto mese di gravidanza. Il film si apre e chiude con la medesima scena: il professore Humbert Humbert che uccide a colpi di revolver Clare Quilty. La storia d'amore, pur non riguardando entrambi, ma solo il professore, è incoraggiata dalla ragazza che si propone in atteggiamenti equivoci istigandolo e sfruttando così la passione del professore verso quel tipo di bellezza immatura ma audace che lui più brama. Lolita è un ritratto di adolescente fortemente drammatico. È intelligente, piena di vita e di talento, ma la sua bellezza la limita essendo lei vista dagli uomini unicamente come oggetto. Il professor Humbert, pur offrendole una vita agiata, perpetuerà, causa la gelosia, nella sua segregazione costringendola a quella vita che la ragazza aveva sempre odiato. Lei così fuggirà cadendo però nelle grinfie di Clare Quilty. Solo alla fine del film si ritroverà una Lolita, forse anche perché sfiorita nella propria bellezza, finalmente serena.

Friday, March 11, 2011

Suggerimenti per una visione cinefila: "Lolita"

Lolita è un film, del 1962, di Stanley Kubrick, tratto dall'omonimo romanzo di Vladimir Vladimirovi? Nabokov, autore in prima persona anche della sceneggiatura della pellicola. Il film tratta della storia d'amore tra Lolita (Sue Lyon), una giovane ragazza americana che vive con la madre rimasta vedova, e il professore europeo Humbert Humbert (James Mason), trasferitosi negli Stati Uniti per una serie di conferenze. Il professore, in cerca di un alloggio momentaneo, incontrerà la ragazza e se ne innamorerà a prima vista. Deciderà quindi, per starle vicino, prima di trattenersi oltreoceano, poi di sposare e quindi di progettare di uccidere, per poi desistere poco prima di tentare, la madre della ragazza (Shelley Winters). L'improvvisa morte della donna, travolta da un'auto in corsa, gli consentirà finalmente di rimanere solo con l'amata Lolita. Lei però, sia perché oppressa dalle morbose attenzioni del patrigno, sia perché attratta da Clare Quilty un ambiguo e camaleontico commediografo, interpretato da Peter Sellers, fuggirà dal padre-amante. Questi la rivedrà dopo quattro anni, sposata ad un coetaneo ed al sesto mese di gravidanza. Il film si apre e chiude con la medesima scena: il professore Humbert Humbert che uccide a colpi di revolver Clare Quilty. La storia d'amore, pur non riguardando entrambi, ma solo il professore, è incoraggiata dalla ragazza che si propone in atteggiamenti equivoci istigandolo e sfruttando così la passione del professore verso quel tipo di bellezza immatura ma audace che lui più brama. Lolita è un ritratto di adolescente fortemente drammatico. È intelligente, piena di vita e di talento, ma la sua bellezza la limita essendo lei vista dagli uomini unicamente come oggetto. Il professor Humbert, pur offrendole una vita agiata, perpetuerà, causa la gelosia, nella sua segregazione costringendola a quella vita che la ragazza aveva sempre odiato. Lei così fuggirà cadendo però nelle grinfie di Clare Quilty. Solo alla fine del film si ritroverà una Lolita, forse anche perché sfiorita nella propria bellezza, finalmente serena.

Friday, March 4, 2011

Ho visto un gran bel film, "La parola ai giurati"

La parola ai giurati è un film del 1957 diretto da Sidney Lumet, alla sua prima prova da regista. La sceneggiatura è un adattamento dell'originale soggetto di Reginald Rose Twelve Angry Men del 1954, scritto per la TV. Il film racconta la storia di un componente di una giuria, il quale, sulla base di un ragionevole dubbio, tenta di persuadere gli altri undici membri ad assolvere un ragazzo accusato di parricidio. Il film si segnala per essere quasi interamente girato su un solo set: infatti, ad esclusione di tre minuti suddivisi tra l'inizio e la fine e due brevi scene girate in una sala da bagno, l'intera vicenda è ambientata nella stanza in cui si riunisce la giuria. A parte il giurato n.6 che, a inizio film, firma un documento come "Scott" e i giurati n° 8 e n° 9, che si presentano all'uscita dal tribunale, nessun nome è usato nel film: all'imputato ci si riferisce con "il ragazzo", ai testimoni con "l'anziano" e "la signora dall'altra parte della strada".